RECENSIONE “IL SOLE 24 ORE”, domenica 9 febbraio 2025.
E LA CANZONE FORSE SA DI RATAFIÀ
Parola di Paolo Conte. Due libri raccolgono densi saggi sull’artista e mettono in luce le sue qualità poetiche, letterarie e culturali. Un universo che resta unico nel panorama italiano (e non solo).
di Stefano Salis
Estratto
[…] Questo funambolismo della parola che serve a soffriggere atmosfere e storie, allusioni e illusioni, viene indagato ancora una volta – i libri su Paolo Conte sono scaffale ma ogni tanto ne sbuca qualcuno realmente imperdibile- da due uscite recenti che conducono il ragionamento sull’essere e sull’apparire, meglio, sul “manifestarsi” contiano in ambito pregiato. Li firmano entrambi Marcello Verdenelli e Manuela Furnari, massimi esperi del nostro. Nel primo (qui si aggiunge la firma di Ilaria Tufano tra i curatori) Paolo Conte. Transiti letterari nella poesia per musica (Urbino University Press, pgg. 190) si raccolgono gli atti del Convegno tenutosi nel 2022 con interventi, tra gli altri, di Giulio Ferroni e Stefano Pivato; nel secondo (e qui tra gli autori si aggiunge Diego Poli), intitolato Paolo Conte. Stanze (Itard, pagg. 226) la casistica contiana è opportunamente isolata, appunto, in stanze e in ciascuna le varie rifrangenze poetiche dell’artista sono analizzate caso per caso, suggestione per suggestione. […]
[…] Ecco: Paolo Conte, con quella faccia un po’ così e il suo modo di affrontare la vita con un po’ di ironia, di leggerezza, comunque sia sempre di sbieco, apparentemente soprannaturale ci appare lui; e fantastico, pure, ché l’aura che sprigiona dalle sue canzoni, dalle sue creazioni, resta imprendibile, per quanto ci si rompa la testa a leggere e provare a spiegare. Ci si sente fradici di magia, e non si sa perché, e non si sa perché […]
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